
Era datata 13 dicembre, arrivava dalla desolata , fredda e lontana Russia.
Diceva piu' o meno:
"Cari genitori e fratelli,
Oggi e' Santa Lucia, penso alle pastefrolle e al rosolio, a tutti voi seduti vicino al focolare al caldo.
Qui c'e' molta neve e molto freddo, siamo stanchi e con gli stracci ai piedi.
Spero di rivedervi, ma se cosi' non fosse, salutate il lago per me.
Il mio ultimo pensiero sara' per voi."
Entro', questa lettera , nell'umile casa di Pescantina vicino al lago di Garda e fermo' il tempo per sempre a Santa Lucia.
Benvenuto non torno' mai piu'
Negli anni a venire il babbo si sedeva nell'orto, tirava fuori la lettera dal taschino del panciotto, la leggeva e rileggeva e si asciugava le lacrime col dorso della mano, poi rientrava.
Quando se ne ando', il figlio Bruno, gli mise la lettera nel taschino del suo migliore vestito, quello che si usa mettere ai morti, perche' si presentino bene davanti a Dio. La mise' li', con leggerezza, sapendo che il babbo sarebbe andato a sedersi nell'orto del Paradiso e l'avrebbe letta.
Sopra il camino c'e' da allora e per sempre la fotografia di Benvenuto in divisa. Era un ragazzo di 20 anni, parti' di leva con l'Armir per la Russia.
Il figlio primogenito del fratello Bruno, fu chiamato come lui.
E se guardi nell'orto all'imbrunire, ti sembra di vedere un'ombra e di sentire un singulto leggero.
Nessun commento:
Posta un commento