La Seconda Guerra Mondiale fu anche per Padova portatrice di morte e devastazione, con la perdita tra gli altri degli inestimabili dipinti della Cappella Ovetari di Andrea Mantegna e di Ansuino da Forlì durante un bombardamento aereo alleato l'11 marzo 1944: rimangono solo frammenti. Stessa fu la sorte per gli affreschi della cappella del podestà, realizzati da Filippo Lippi, Niccolò Pizzolo ed, ancora, Ansuino da Forlì. Numerosi studenti ed insegnanti universitari furono protagonisti della lotta partigiana. Importante fu il discorso del rettore Concetto Marchesi il 9 novembre 1943 per l'inaugurazione dell'anno accademico in cui invitò gli studenti a prendere le armi contro il fascismo e il nazismo. Padova fu la sede del Comando Regionale Veneto della resistenza, centro di coordinamento del CLN per tutto il Veneto. Fu questo Comando che diede l'ordine per l'insurrezione del 26 aprile 1945. I partigiani presero il controllo dei ponti sul Brenta per bloccare gli spostamenti della Decima MAS proveniente da Salboro che prese a cannoneggiare la città provocando vittime sia tra i civili che tra i tedeschi e collaborazionisti prigionieri. Il 27 aprile verso sera i repubblichini si arresero, seguiti nella notte dalle truppe tedesche della 26 divisione. Tra loro anche il generale von Alten che era appena arrivato a Padova dopo la fuga da Ferrara. Alla fine dell'insurrezione tra i partigiani di Padova si contarono 224 caduti e quasi altrettanti feriti, mentre 500 sono i collaborazionisti e i tedeschi uccisi, 20.000 quelli fatti prigionieri. L' Università degli Studi di Padova fu l'unica università premiata con la medaglia d'oro al Valor Militare per meriti durante la resistenza. da www.ciaoitaly
giovedì 26 aprile 2007
NF: L'Insurrezione di Padova
La Seconda Guerra Mondiale fu anche per Padova portatrice di morte e devastazione, con la perdita tra gli altri degli inestimabili dipinti della Cappella Ovetari di Andrea Mantegna e di Ansuino da Forlì durante un bombardamento aereo alleato l'11 marzo 1944: rimangono solo frammenti. Stessa fu la sorte per gli affreschi della cappella del podestà, realizzati da Filippo Lippi, Niccolò Pizzolo ed, ancora, Ansuino da Forlì. Numerosi studenti ed insegnanti universitari furono protagonisti della lotta partigiana. Importante fu il discorso del rettore Concetto Marchesi il 9 novembre 1943 per l'inaugurazione dell'anno accademico in cui invitò gli studenti a prendere le armi contro il fascismo e il nazismo. Padova fu la sede del Comando Regionale Veneto della resistenza, centro di coordinamento del CLN per tutto il Veneto. Fu questo Comando che diede l'ordine per l'insurrezione del 26 aprile 1945. I partigiani presero il controllo dei ponti sul Brenta per bloccare gli spostamenti della Decima MAS proveniente da Salboro che prese a cannoneggiare la città provocando vittime sia tra i civili che tra i tedeschi e collaborazionisti prigionieri. Il 27 aprile verso sera i repubblichini si arresero, seguiti nella notte dalle truppe tedesche della 26 divisione. Tra loro anche il generale von Alten che era appena arrivato a Padova dopo la fuga da Ferrara. Alla fine dell'insurrezione tra i partigiani di Padova si contarono 224 caduti e quasi altrettanti feriti, mentre 500 sono i collaborazionisti e i tedeschi uccisi, 20.000 quelli fatti prigionieri. L' Università degli Studi di Padova fu l'unica università premiata con la medaglia d'oro al Valor Militare per meriti durante la resistenza. da www.ciaoitaly
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