lunedì 15 ottobre 2007

Articolo indeterminativo

Vediamo analiticamente come viene usato l’articolo indeterminativo.Un si premette ai nomi maschili singolari che iniziano per vocale o per consonante, tranne s impura, x, y, z, i gruppi consonantici gn, pn, ps e le semiconsonanti: “Un airone”, “un cavallo”, “un uccello”. Uno si premette ai nomi maschili singolari che iniziano per s impura, x, y, z; per i gruppi consonantici gn, pn, ps e per semiconsonante: “Uno scimpanzé”, “uno yeti”, “uno zanzarone”, “uno gnomo”, “uno pneumatico”, “uno juventino”. Una o un’ si premettono a tutti i nomi femminili singolari. Con maggiore precisione una si usa davanti a nomi femminili singolari che iniziano per consonante o per semiconsonante: “Una farfalla”, “una zanzara”, “una iattura”; un’ si adopera davanti a nomi femminili singolari che iniziano per vocale: “Un’ape”, “un’oca”. L’articolo indeterminativo si usa:- con i nomi propri, ma soprattutto con i cognomi di persone famose per indicare una sorta di paragone: “Con quel pennello si crede un Raffaello”;- per indicare l’opera di una artista: “Quanto vorrei un Tintoretto!”. E’ inoltre possibile anteporre ai nomi di città un articolo indeterminativo in presenza di un aggettivo o di un complemento: “Una Milano d’altri tempi”; “Una Roma così in festa non s’era mai vista”; “Del mio viaggio con te ricordo una romantica Venezia”.Prima di tutto per quanto riguarda l’articolo indeterminativo ribadiamo una regola fondamentale. Dal momento che un è la forma tronca di uno non è possibile in nessun caso adoperarlo con un apostrofo. In espressioni del tipo “è davvero un artista” (per un uomo) oppure “è davvero un’artista (per una donna) è evidente un’uso appropriato dell’articolo indeterminativo un (maschile singolare in forma tronca) e un’ (femminile singolare con elisione). Ancora. Si è detto che una si elide davanti a vocale. Questa è la regola generale, ma nell’uso l’elisione può anche non avvenire, senza che ciò costituisca errore. Possiamo dunque scrivere “un’immagine”, ma anche “una immagine”. Abbiamo detto che l’articolo indeterminativo ha solo forma singolare. Esistono tuttavia modi particolari per esprimere l’idea di indeterminatezza al plurale. Se dico “ho un dubbio”, lo stesso concetto al plurale può essere espresso in vari modi: “ho alcuni dubbi”, “ho dubbi”, ma soprattutto “ho dei dubbi”. In questo caso si usa quello che viene chiamato l’articolo partitivo. Si tratta in sostanza di preposizioni articolate che svolgono la funzione di articoli generici e indeterminati. Si usano appunto per il plurale dell’articolo indeterminativo, ma vengono adoperati anche al singolare in espressioni di questo tipo: “Per fare la torta mi serve della farina, dello zucchero, del latte e del burro”, vale a dire un po’ di farina e zucchero, una certa quantità di latte e burro. Dal Corriere della sera. Autumn è di frances McNair

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