mercoledì 7 novembre 2007

Howard Keel ovvero Adamo Pontibee

Howard Keel: voce nel silenzio
Se n'è andato anche lui,
Howard Keel, il cantante/attore di tanti film musicali degli anni 50. Se n'è andato da un mondo indifferente a ciò che lui ha rappresentato per anni nei fastosi musicals della Metro. Prestante, il volto che poteva essere gioioso o corrucciato ma con efficace qualità recitativa. E soprattutto era dotato di una splendida voce, potente e baritonale, capace di cambiare registro, di velocizzare il ritmo, senza i vizi e i vezzi dei cantanti lirici. Nato a Gillespie nell'Illinois nel 1917/18/19, perchè la sua data di nascita viene così indicata dalle fonti ufficiali, si fa notare nell'operetta e debutta al cinema in un film inglese soltanto dignitoso, Strada senza ritorno (The Small Voice - 1948), dove non ha occasione di cantare. È la Metro Goldwyn Mayer ad intuirne le potenzialità e lo promuove a star in uno sgargiante musical: Anna, prendi il fucile (Annie Get Your Gun - 1950). Da quel momento Keel, che ha rovesciato il suo cognome che era Leek, è una star. Sono almeno quattro le pellicole davvero memorabili iscritte nella sua filmografia: Anna, prendi il fucile, Show Boat (1951), Baciami, Kate! (Kiss me Kate - 1953) e soprattutto Sette spose per sette fratelli (Seven Brides for Seven Brothers - 1954). È su questi quattro film che vogliamo soffermarci, perche di tutti Keel era l'anima, il protagonista che con la sua forte presenza e la sua voce inimitabile calamitava l'attenzione del pubblico. Certo, erano altri tempi, ma dove ritrovare oggi quella miracolosa miscela di talento, professionalità e la capacità di toccare il cuore di ogni tipo di spettatore? In Anna, prendi il fucile la scatenata Betty Hutton, un'attrice sopra le righe, dalla carriera fulminante quanto breve, non amava dividere la gloria con un giovane cantante, bravo quanto e più di lei, ma Keel aveva personalità e talento e le rubava la scena con quello charme che solo Clark Gable poteva vantare. La pellicola è oggi un po' dimenticata, ma la sua colonna sonora sorprenderebbe chi ne canticchia le musiche ignorandone l'origine. È un ruolo quasi drammatico, quello di Show Boat, dove Keel è un giocatore di professione che fa innamorare plausibilmente Ava Gardner e la zuccherosa Kathryn Grayson, che sarà ancora sua partner in futuro. La bocca a cuore, la voce liricheggiante, la bruna Grayson non riuscì a rovinare la carriera di Keel, che al contrario sapeva coprire l'insopportabile convenzionalità dell'attrice. Indimenticabile, anche se cantata come previsto dal libretto da un cantante di colore, l'ottimo William Warfield, "Old Man River", di Jerome Kern, romanza senza tempo, struggente e trascinante, vero banco di prova per ogni cantante. Baciami, Kate!, è diretta, come i due precedenti, da George Sidney, un maestro del grande intrattenimento, autore di pellicole popolari, come I tre moschettieri, quello travolgente con Gene Kelly e Scaramouche, ascintillante e maestoso racconto picaresco, celebre per il lungo duello finale. In Kiss me Kate, un attore, Ron Randell, interpreta il ruolo di Cole Porter, che è l'autore della colonna sonora. Il film è una rilettura in chiave musicale dello scespiriano "La bisbetica domata". La presenza di Keel costringe gli altri interpreti a superarsi. È la sua recitazione che sorprende e convince. In una sequenza, stretto tra due attrici che si contendono il ruolo di Kate, Keel ha un soprassalto da grande attore, afferra il copione e con espressione determinata lo strappa in due, consegnando seraficamente alle due donne una parte ciascuna. E canta da par suo le magnifiche canzoni di Porter. Infine il suo trionfo in quello che può essere considerato uno dei più riusciti musical di tutta la storia del cinema: Sette spose per sette fratelli, di Stanley Donen, affrancatosi da Gene Kelly. Nel ruolo di Adamo Pontibee, il fratello maggiore, Keel è autorevole, spiritoso e soprattutto canta con classe inimitabile. Curioso che il suo maggior successo coincida con un film che aveva il suo fulcro nelle sequenze danzate, ma la voce di Keel e la sua presenza erano determinanti. L'inizio arrembante, con la canzone "Bless Yore Beautiful Hide" è di quelli che non si dimenticano, come l'impetuosa "Sabbin' Women".Certo, girò altri film, produzioni costose, come Annibale e la vestale, ma la "buona educazione" di quelle pellicole ne decretò anche il declino. Keel scomparve con quei film, facendosi dimenticare ogni giorno, con discrezione, pur essendo ancora giovane. Rivederlo invecchiato, in un ruolo secondario, nel sacrario delle fiction televisive, in "Dallas", fa pensare che il passato è per molti come i cattivi pensieri, che vanno rimossi, come un delitto commesso senza emozione. E Howard Keel è stato vittima di uno di questi delitti. Purtroppo metà della sua vita non è valsa quanto l'altra metà. Adriano De Carlo http://www.mymovies.it/biografia/?a=4393
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