lunedì 5 novembre 2007

Vivien Leigh ovvero domani è un altro giorno

Vivien Leigh (al secolo Vivian Mary Hartley) (Darjeeling, 5 novembre 1913Londra, 7 luglio 1967) è stata un'attrice cinematografica e attrice teatrale britannica. Attrice dotata di una incantevole bellezza, nonché di grande charme, Vivien Leigh è stata una delle migliori attrici che abbiano mai calcato le scene inglesi, e senza dubbio la più affascinante. Nonostante l'apparenza spavalda, l'attrice aveva un carattere fragile ed insicuro, soffriva di ansia e depressione ed era una accanita fumatrice. Nonostante la vittoria di due premi Oscar, nella sua carriera interpretò solo una ventina di film, preferendo recitare in teatro più che davanti alle cineprese. Biografia Nata a Darjeeling, in India, dove il padre svolgeva incarichi di funzionario delle colonie inglesi, a sei anni si trasferì con la famiglia in Inghilterra, iniziando a frequentare una rigida scuola gestita da suore. A diciotto anni, consapevole della sua bellezza e della sua passione per la recitazione, Vivien decide di frequentare l' "Accademia artistica" di Londra. Dapprima il suo interesse è per il teatro, ma è attratta dal sempre più crescente mondo del cinema. Nel 1932, a soli 19 anni, si sposa con Hubert Leigh Holman, avvocato, e nello stesso anno debutta finalmente sul grande schermo, ma senza rilevante successo e passando piuttosto inosservata. L'anno successivo nasce la sua unica figlia Suzanne. Dal marito prenderà il cognome e lo conserverà. Nel 1935 avviene l'incontro che segnerà una svolta decisiva nella vita privata e professionale della bellissima attrice: quello con Laurence Olivier. Con il grande attore inglese, che diverrà il suo secondo marito, Vivien costituirà la coppia più importante al mondo per quanto si riferisce al teatro in generale e a quello shakesperiano in particolare. La grande occasione per Vivien arriva quando nel 1938, dopo che si era trasferita ad Hollywood, viene scelta per interpretare l'indimenticabile film Via col vento (Gone With the Wind, 1939) di Victor Fleming, accanto a Clark Gable, in un ruolo, quello della testarda e passionale Rossella O'Hara, che lei riesce a rendere con estrema eleganza e sensibilità. La Leigh, inglese che dovrà applicarsi per imparare il tipico accento del Sud degli Stati Uniti, sbaraglia la folta concorrenza di colleghe americane, che ambiscono alla succulenta parte della indomita O'Hara: si sottoposero, infatti, al provino, fra le altre, Jean Arthur e Paulette Goddard, nessuno colpì il produttore David O. Selznick come l'attrice britannica. Ottenuto un Oscar per questa sua magistrale interpretazione, l'attrice coltivava l'appassionata relazione sentimentale con Laurence Olivier, che sposerà nel 1940. Divenuta ormai una star di Hollywood, Vivien però al set preferisce le scene, ed insieme ad Olivier allestirà delle fortunate rappresentazioni shakesperiane dell' Amleto e di Romeo e Giulietta. Nel 1945 scopre di essere ammalata di sindrome maniaco-depressiva. Intanto una crescente ansia emotiva e una brusca depressione contribuiscono a minare il suo rapporto con Olivier, rendendolo maggiormente burrascoso. Le cronache narrano anche di numerosi tradimenti da parte della Leigh, che non si sentiva ormai più amata da Olivier, troppo impegnato nella carriera e spesso affiancato da amanti occasionali. Nel 1951, dopo averlo portato con successo in teatro, l'attrice è di nuovo sullo schermo nella trasposizione cinematografica del dramma di Tennessee Williams, Un tram che si chiama desiderio (A Streetcar Named Desire), per la regia di Elia Kazan. In questo film, al fianco di Marlon Brando, l'attrice, sebbene molto invecchiata rispetto alla freschezza di Via col vento, è splendida nel calarsi con vivida sofferenza nei panni dell'affascinante e psicolabile Blanche DuBois. Fu proprio questo film, essendo entrata nella parte a tal punto da non esser più in grado di tornare quella di prima e di scindere il "personaggio" dalla "persona reale", a darle il "colpo di grazia" emotivo. La servitù del tempo è stata più volte testimone di vagabondaggi notturni nei boschi di Londra, sotto la pioggia, e di vederla tornare sporca, irriconoscibile dopo una lunga nottata di trasgressioni con sedicenti sconosciuti incontrati lungo il cammino. Per la sua interpretazione Vivien ottiene il suo secondo Oscar e un BAFTA nel 1952. Nel 1960 il matrimonio con Laurence Olivier giunge al capolinea, soprattutto a causa della inarrestabile instabilità emotiva di Vivien e del suo rapporto sentimentale con l'attore australiano Peter Finch. Vivien Leigh muore il 7 luglio 1967 di tubercolosi ad appena cinquantatré anni nella sua casa di Londra e le sue ceneri verranno disperse al vento in un lago del Sussex. Filmografia scelta: Via col vento-Il ponte di Waterloo-Un tram che si chiama desiderio-La primavera romana della signora Stone-La nave dei folli. Dipinto di Timothy Tyler.

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