Jacques Daniel Michel Piccoli nato il: 27 Dicembre 1925 a Parigi. Luis Buñuel ne aveva fatto il suo surreale contraltare assieme a Fernando Rey, Agnès Varda lo vedeva come un "Attore Vero", Claude Sautet lo ha ripulito e ficcato nei salotti della medio borghesia francese, il nostro Marco Ferreri ne ha fatto un simbolo "testosteronico", mentre Manoel de Oliveira lo ha trascinato nei suoi viaggi introspettivi. Da oltre 60 anni, l'attore francese Michel Piccoli commuove e turba il pubblico europeo. È un interprete che non è un uomo, ma un pozzo senza fine di personaggi irrisolti, che grazie a una miracolosa capacità nell'affrontare con leggera ironia e autoironia i temi più ostici, riesce a ottenere il massimo dei risultati con il minimo delle sottolineature. Energico, maschio, intelligente - ma mai intellettuale - ha saputo marcare la sua ben definita personalità con quello che è un talento naturale per l'arte della recitazione. Nato da genitori musicisti, madre francese e padre italiano, che emigrarono in Francia con l'avvento del fascismo, al termine delle scuole superiori, a soli 15 anni, frequenta una scuola di recitazione ed entra, prestissimo, nella compagnia di Jean-Louis Barrault e Madeleine Renaud. Da quel momento in poi comincerà un'inevitabile gavetta che lo condurrà al cinema solo nel 1945 con il film di Christian-Jaque Sortilèges. Di bell'aspetto e denotato da uno charme da macho, si sposa con l'attrice svizzera Eléonore Hirt, dalla quale avrà (prima del divorzio) la sua unica figlia: Anne-Cordélia. Il suo volto è ancora sconosciuto, anche se, nella prima parte della sua carriera, viene diretto da grandiosi registi come Jean Renoir (French Cancan) e René Clair (Grandi manovre). Ma è proprio grazie a quei film che richiama l'attenzione di Luis Buñuel con il quale collabora fra il '56 e il '74, ovverosia in quel periodo estroso del regista spagnolo in cui si spinge il surrealismo all'estremo. I grandi autori del cinema francese (e non solo) si accorgono di lui: Jean Luc Godard ne fa il marito di Brigitte Bardot in Il disprezzo, Alain Resnais lo contrappone a Yves Montand in La guerre est finie e poi finalmente passa nelle sapienti mani dell'ottima Agnès Varda che lo dirigerà in Les Créatures e Josephine. Mentre l'Italia, rappresentata da Vittorio De Seta, lo vede fra i protagonisti di L'invitata, e perfino il maestro della suspense, Alfred Hitchcock, lo accorpa al cast di Topaz. Roger Vadim, Costa-Gavras, René Clement, Yves Allégret, Chabrol, Lelouch e addirittura Mario Bava, che lo trasforma nell'ispettore Ginko in Diabolik, ne confermano la fama. Sul finire degli anni Sessanta sposa l'attrice e cantante francese Juliette Gréco, dalla quale divorzierà nel 1977, proprio quando Claude Sautet lo immerge nel più tradizionale mondo borghese parigino. La sua mirabile bravura induce altri autori ad affidargli parti ai limiti dello psicotico. Un esempio? In Life size interpreta un uomo attratto da una bambola gonfiabile, ma sarà ancora più ossessivo davanti alla cinepresa del compianto Marco Ferreri che lo introdurrà in molte delle sue pellicole. Dopo aver recitato per Tavernier (I miei vicini sono simpatici) e dopo tante nomination ai César, vince la Palma d'Oro a Cannes come Miglior Attore per Salto nel vuoto di Marco Bellocchio, che lo veste da magistrato paranoico intrappolato nel suo rapporto con la sorella degenerata. Lo stesso anno, si sposa con la sceneggiatrice Ludivine Clerc, la sua attuale moglie, e si lascia coccolare da Louis Malle in Atlantic City. Un altro premio, l'Orso d'Argento, arriva l'anno seguente per Une étrange affaire di Granier-Deferre. Gli anni Ottanta e Novanta sono un susseguirsi di Scola, Godard, Cavani, ancora Bellocchio e ancora Malle, poi Jacques Rivette e Castellitto, fino alla sua prima (ma non unica) regia con Train de nuit. Ritrovata la Varda, sarà Mr. Cinéma in Les Cent et une nuits de Simon Cinéma, appena prima di andare incontro a Manoel de Oliveira che lo porterà agli allori con Party, Ritorno a casa, Lo specchio magico e infine Belle toujours – Bella sempre. Migliore amico di Simone Signore, Yves Montand e dei filosofi Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, Michel Piccoli è il "Piccoli grande uomo" del cinema europeo, un protagonista di lucida e sarcastica intelligenza che ha saputo sgomitare nel cinema rimanendo sempre in perfetto equilibrio, nonostante i suoi ruoli precari, che siano essi situati in un interno borghese o in quelle visionarie parabole di Luis Buñuel. Filmografia scelta: Il generale dell'armata morta, French Cancan, La selva dei dannati, L'appuntamento, Lo spione, Il disprezzo, Il diario di una cameriera, Vagone letto per assassini, La guerra è finita, Josephine, La calda preda, Les creatures, Il 13° uomo, Diabolik, Bella di giorno, Benjamin, La via lattea, Topaz, Dillinger è morto, L'amante, L'udienza, Darsela a gambe, Il commissario Pelissier, 10 incredibili giorni, Le femme en bleu, Il fascino discreto della borghesia, La cagna, L'attentato, La grande abbuffata, Il fantasma della libertà, Non toccare la donna bianca, Il trio infernale, Tre amici le mogli e affettuosamente le altre, I baroni della medicina, Mado, Todo modo, L'ultima donna, Giallo napoletano, Salto nel vuoto, Atlantic City, Alzati spia, Gli occhi la bocca, L'armata ritorna, Il prezzo del pericolo, Viva la vita, Tornare per rivivere, Rosso sangue, Come sono buoni i bianchi, La bella scontrosa, Compagna di viaggio, Party, L'insolente, Libero burro, Ritorno a casa, Specchio magico, Giardini in autunno. Ritratto di Boldini giovedì 27 dicembre 2007
Michel Piccoli
Jacques Daniel Michel Piccoli nato il: 27 Dicembre 1925 a Parigi. Luis Buñuel ne aveva fatto il suo surreale contraltare assieme a Fernando Rey, Agnès Varda lo vedeva come un "Attore Vero", Claude Sautet lo ha ripulito e ficcato nei salotti della medio borghesia francese, il nostro Marco Ferreri ne ha fatto un simbolo "testosteronico", mentre Manoel de Oliveira lo ha trascinato nei suoi viaggi introspettivi. Da oltre 60 anni, l'attore francese Michel Piccoli commuove e turba il pubblico europeo. È un interprete che non è un uomo, ma un pozzo senza fine di personaggi irrisolti, che grazie a una miracolosa capacità nell'affrontare con leggera ironia e autoironia i temi più ostici, riesce a ottenere il massimo dei risultati con il minimo delle sottolineature. Energico, maschio, intelligente - ma mai intellettuale - ha saputo marcare la sua ben definita personalità con quello che è un talento naturale per l'arte della recitazione. Nato da genitori musicisti, madre francese e padre italiano, che emigrarono in Francia con l'avvento del fascismo, al termine delle scuole superiori, a soli 15 anni, frequenta una scuola di recitazione ed entra, prestissimo, nella compagnia di Jean-Louis Barrault e Madeleine Renaud. Da quel momento in poi comincerà un'inevitabile gavetta che lo condurrà al cinema solo nel 1945 con il film di Christian-Jaque Sortilèges. Di bell'aspetto e denotato da uno charme da macho, si sposa con l'attrice svizzera Eléonore Hirt, dalla quale avrà (prima del divorzio) la sua unica figlia: Anne-Cordélia. Il suo volto è ancora sconosciuto, anche se, nella prima parte della sua carriera, viene diretto da grandiosi registi come Jean Renoir (French Cancan) e René Clair (Grandi manovre). Ma è proprio grazie a quei film che richiama l'attenzione di Luis Buñuel con il quale collabora fra il '56 e il '74, ovverosia in quel periodo estroso del regista spagnolo in cui si spinge il surrealismo all'estremo. I grandi autori del cinema francese (e non solo) si accorgono di lui: Jean Luc Godard ne fa il marito di Brigitte Bardot in Il disprezzo, Alain Resnais lo contrappone a Yves Montand in La guerre est finie e poi finalmente passa nelle sapienti mani dell'ottima Agnès Varda che lo dirigerà in Les Créatures e Josephine. Mentre l'Italia, rappresentata da Vittorio De Seta, lo vede fra i protagonisti di L'invitata, e perfino il maestro della suspense, Alfred Hitchcock, lo accorpa al cast di Topaz. Roger Vadim, Costa-Gavras, René Clement, Yves Allégret, Chabrol, Lelouch e addirittura Mario Bava, che lo trasforma nell'ispettore Ginko in Diabolik, ne confermano la fama. Sul finire degli anni Sessanta sposa l'attrice e cantante francese Juliette Gréco, dalla quale divorzierà nel 1977, proprio quando Claude Sautet lo immerge nel più tradizionale mondo borghese parigino. La sua mirabile bravura induce altri autori ad affidargli parti ai limiti dello psicotico. Un esempio? In Life size interpreta un uomo attratto da una bambola gonfiabile, ma sarà ancora più ossessivo davanti alla cinepresa del compianto Marco Ferreri che lo introdurrà in molte delle sue pellicole. Dopo aver recitato per Tavernier (I miei vicini sono simpatici) e dopo tante nomination ai César, vince la Palma d'Oro a Cannes come Miglior Attore per Salto nel vuoto di Marco Bellocchio, che lo veste da magistrato paranoico intrappolato nel suo rapporto con la sorella degenerata. Lo stesso anno, si sposa con la sceneggiatrice Ludivine Clerc, la sua attuale moglie, e si lascia coccolare da Louis Malle in Atlantic City. Un altro premio, l'Orso d'Argento, arriva l'anno seguente per Une étrange affaire di Granier-Deferre. Gli anni Ottanta e Novanta sono un susseguirsi di Scola, Godard, Cavani, ancora Bellocchio e ancora Malle, poi Jacques Rivette e Castellitto, fino alla sua prima (ma non unica) regia con Train de nuit. Ritrovata la Varda, sarà Mr. Cinéma in Les Cent et une nuits de Simon Cinéma, appena prima di andare incontro a Manoel de Oliveira che lo porterà agli allori con Party, Ritorno a casa, Lo specchio magico e infine Belle toujours – Bella sempre. Migliore amico di Simone Signore, Yves Montand e dei filosofi Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, Michel Piccoli è il "Piccoli grande uomo" del cinema europeo, un protagonista di lucida e sarcastica intelligenza che ha saputo sgomitare nel cinema rimanendo sempre in perfetto equilibrio, nonostante i suoi ruoli precari, che siano essi situati in un interno borghese o in quelle visionarie parabole di Luis Buñuel. Filmografia scelta: Il generale dell'armata morta, French Cancan, La selva dei dannati, L'appuntamento, Lo spione, Il disprezzo, Il diario di una cameriera, Vagone letto per assassini, La guerra è finita, Josephine, La calda preda, Les creatures, Il 13° uomo, Diabolik, Bella di giorno, Benjamin, La via lattea, Topaz, Dillinger è morto, L'amante, L'udienza, Darsela a gambe, Il commissario Pelissier, 10 incredibili giorni, Le femme en bleu, Il fascino discreto della borghesia, La cagna, L'attentato, La grande abbuffata, Il fantasma della libertà, Non toccare la donna bianca, Il trio infernale, Tre amici le mogli e affettuosamente le altre, I baroni della medicina, Mado, Todo modo, L'ultima donna, Giallo napoletano, Salto nel vuoto, Atlantic City, Alzati spia, Gli occhi la bocca, L'armata ritorna, Il prezzo del pericolo, Viva la vita, Tornare per rivivere, Rosso sangue, Come sono buoni i bianchi, La bella scontrosa, Compagna di viaggio, Party, L'insolente, Libero burro, Ritorno a casa, Specchio magico, Giardini in autunno. Ritratto di Boldini
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento