lunedì 31 dicembre 2007

Piero Chiara

Piero Chiara (Luino, 23 marzo 1913Varese, 31 dicembre 1986) è stato uno scrittore italiano. A lui è dedicato il Premio letterario Piero Chiara, istituito nel 1989 dal comune di Varese. Piero Chiara nacque nel 1913 a Luino, un antico borgo medievale sul lago Maggiore in prossimità del confine con la Svizzera. Il padre era originario della Sicilia, mentre la madre proveniva da Comnago, paese sulla sponda piemontese del Lago Maggiore. Studia in diversi collegi religiosi abbandonando gli studi classici e completando la propria formazione culturale da autodidatta dopo aver trascorso un breve periodo in Francia. La vita di provincia gli piace, il suo lavoro nella pubblica amministrazione gli consente di trascorrere le giornate al bar tra un caffè ed un biliardo. Non è mai stato un estremista o un pericoloso ribelle, ma i tempi ormai sono maturi anche per un tranquillo impiegato ozioso di provincia: è il 1944, Piero ha trent' anni ed il Tribunale Speciale Fascista emette un mandato di cattura. Opta quindi per una comoda fuga nella vicina Svizzera. Si è trattato di un vero colpo di fortuna, avrà a dire in seguito: lui che non è stato mai un intransigente antifascista rientra in Italia nel 1946 e si trova dalla parte giusta che fa la storia e la cultura. Altri suoi amici d'infanzia non saranno così fortunati, al suo ritorno loro non ci saranno. Inizia un periodo di fervida inventiva e continua creatività: mirabili sono i suoi racconti, degni del miglior Giovannino Guareschi o del più celebrato e stravagante Italo Calvino. Il suo successo culmina nel 1976 con il capolavoro La stanza del vescovo che diventerà immediatamente un film di grande successo, interpretato da Ugo Tognazzi e Ornella Muti per la regia di Dino Risi. Morirà dieci anni dopo, a Varese. Piero Chiara è il poeta delle piccole storie del "grande lago" che spesso fa da palcoscenico ai suoi brevi ed illuminanti racconti. Narra le piccolezze della vita di provincia con quello stile mai insipido e sempre capace di cogliere nella vita quotidiana l'essenza, ormai dimenticata, della vita. Paragonato spesso al collega Giovannino Guareschi, narratore della bassa padana, Chiara dipinge i tratti della vita dell'alta Lombardia e dei cantoni svizzeri: una vita di frontiera, fatta di spalloni e contrabbandieri, briganti e fuggiaschi, ma soprattutto della piccola borghesia e di personaggi quotidiani. Amante del biliardo e dell'ozio, molti personaggi - parafrasando Borges - saranno in parte autobiografici. Così scopriremo gli altarini del pretore di provincia o della moglie del commercialista che si fa curare dal medico del paese. Storielle ben narrate, che scorrono veloci tra le righe, talmente ben congegnate, che non ci persuadono non esser vere. Nei suoi libri non è importante solo la descrizione dei luoghi ma anche (e soprattutto) l'indagine psicologica dei personaggi, la capacità di metterne in evidenza vizi e virtù con un sorriso ironico, spregiudicato ma mai irrispettoso. Il segreto di Chiara è nella sua capacità di raccontare, nella scelta di argomenti anche "scabrosi" (l'omicidio, l'adulterio, l'ossessione erotica) senza mai cedere a compiacimenti volgari: Chiara descrive caratteri e situazioni, non indulge a cedimenti morbosi. Traspare dalle sue pagine un senso di nostalgia che non è un patetico desiderio di tornare indietro (come in Guareschi), ma la disincantata consapevolezza che questo ritorno non è realizzabile. L'amarezza dello scrittore emerge soprattutto nelle ultime opere, da "Il cappotto di astrakan" a "Vedrò Singapore" (libro irrinunciabile, necessario per conoscere e ammirare Chiara), fino al postumo "Saluti notturni dal Passo della Cisa", disillusa storia di provincia ispirata a un fatto di cronaca. Chiara, oltre che uno scrittore di grande successo, fu uno dei più noti studiosi della vita e delle opere dello scrittore e avventuriero Giacomo Casanova. Pubblicò molti scritti sull'argomento che raccolse poi nel libro “Il vero Casanova” (1977). Curò, per Mondadori, la prima edizione integrale, basata sul manoscritto originale, dell'opera autobiografica del Casanova: Historie de ma vie. Scrisse anche la sceneggiatura dell'edizione televisiva (1980) dell'opera di Arthur Schnitzler Il ritorno di Casanova. Fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Chiara Alcune sue opere: Il piatto piange, La spartizione, I giovedì della signora Giulia, Il pretore di Cuvio, La stanza del vescovo, Il cappotto di astrakan (da cui fu tratto un film con Johnny Dorelli). Dipinto di Boldini

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