martedì 10 febbraio 2009

L'asso nella manica

J.W.AlexanderMediaset accetta le dimissioni di Mentana
«Mediaset accetta le dimissioni presentate dal direttore Enrico Mentana e respinge tutte le sue motivazioni, nella convinzione di avere svolto come sempre il proprio ruolo di editore in modo tempestivo e completo». Questo lo stringato comunicato del Biscione che scarica con poche righe Chicco Mentana. Il giornalista aveva chiesto ieri di poter andare in onda su Canale5 con "Matrix" sul caso Englaro. Rifiuto dell'azienda, che ha invece trasmesso come da palinsesto "Il Grande Fratello" (per inciso campione d'ascolti con quasi 8 milioni di ascoltatori). Risultato: dimissioni accettate."Matrix" viene dunque sospeso.Sulla questione, molto imbarazzante e spinosa, è intervenuto il Cdr di Canale5. Il comitato di redazione del Tg5 che esprime «la propria convinta solidarietà ad Enrico Mentana e chiede un «incontro urgente» ai vertici dell'azienda per chiarire il ruolo dell'informazione. «Mentre Raiuno stravolgeva il palinsesto per uno speciale di Porta a porta - afferma il cdr del Tg5 in una nota - sugli schermi di Canale 5 le uniche lacrime che venivano versate erano quelle di Federica, nella casa del Grande Fratello. Un'immagine a dir poco imbarazzante, non degna di una grande rete generalista quale è Canale 5, che ha il dovere di informare i propri telespettatori, pur nel rispetto delle logiche della tv commerciale. Una scelta che ancora una volta, di fronte a un dramma che ha scosso il paese, segue in modo cieco le logiche dell'audience e toglie credibilità alla programmazione anche di una rete che vive di pubblicità». «Di fronte alla scelta di non modificare i programmi della rete ammiraglia, impedendo di fatto a Matrix e al Tg5 di andare in onda nonostante fossero pronti a farlo - continua il cdr - Mentana ha deciso di lasciare. Sconcerta la decisione dell'azienda di accettare su due piedi le dimissioni di uno dei più autorevoli giornalisti italiani, patrimonio di Mediaset, fondatore del Tg5 e di Matrix, autore di successi che hanno dato lustro, credibilità e anima alla nostra televisione. La decisione poi di non mandare in onda Matrix neanche a mezzanotte come previsto, appare come una vera e propria ritorsione. Noi giornalisti del Tg5 chiediamo ai vertici aziendali Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, un incontro urgente per chiarire se abbiamo ancora un ruolo e se l'informazione è ancora una delle priorità dell'azienda per la quale lavoriamo». Quello che comunque si è visto in tv ieri sera rasenta lo sconcertante. Le reti Mediaset hanno dato il peggio di sé. Da una parte Emilio Fede a celebrare la liturgia funebre, con le campane a morto in sottofondo, insultando Beppino Englaro. Il direttore del Tg4 lo ha detto chiaro: "Il clamore voluto da Englaro ha coinciso con le manchette pubblicitarie del suo libro". Una vergogna. Sulla rete ammiraglia della Rai, Bruno Vespa ha accolto come prologo di "Porta a Porta" le lacrime della sottosegretaria al Welfare, Roccella, che tra un sospiro e un singulto ha dichiarato: "Peccato essere arrivati in ritardo". Un peccato, semmai, non essersi mai interessati dell'argomento e usarlo a proprio piacimento. Medievale l'approccio: primi piani su fiaccolate, preghiere, poche riprese rispetto allo schifo andato in onda nell'Aula del Senato (meno male che Sky c'è, invece, che ha trasmesso la bagarre) con il centrodestra che ha trasformato il minuto di silenzio in memoria di Eluana in un'arena circense. Interessante anche il look dei necrofori catodici. Anche stamane, su Raiuno, alle scollature vistose è stato preferito il sobrio tailleur nero da funerale. E non è un caso che vinca la partita "Il Grande fratello": questa è l'Italia voluta da Silvio Berlusconi. Da una parte l'arroganza e l'insulto, dall'altra l'occhio nel buco della serratura. Una parodia da reality davanti a una vera tragedia.
10 febbraio 2009 L'Unità

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