venerdì 13 marzo 2009

Cena per pochi intimi

Waterhouse A cena nell'abitazione romana del giornalista anche Alemanno Gianni Letta e un alto prelato
Dal Cavaliere a Riccardo Muti Gran raduno di vip a casa Vespa
di FRANCESCO BEI
ROMA - In una stradina davanti a Trinità dei monti una lunghissima berlina nera, con la targa del Vaticano, si ferma ronzando davanti a un portoncino. L'autista scatta verso la portiera del passeggero e un cardinale, seguito dal suo segretario, varca l'atrio. Passano pochi minuti e arriva una più modesta Fiat Croma, stesso indirizzo ma stavolta è il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Un altro po' e, all'ora di cena, ecco bussare allo stesso portone il maestro Riccardo Muti, direttore della Chicago Simphony Orchestra. Tutt'intorno i turisti che salgono da piazza di Spagna non immaginano che in quel portoncino, davanti all'hotel Hassler, si stia radunando l'Italia che conta. Tutti attovagliati, come direbbe Roberto D'Agostino, da Bruno Vespa e dalla sua signora, Augusta Iannini, alto dirigente del ministero della Giustizia. Arriva anche la deputata forzista Laura Ravetto, trentenne d'assalto della squadra berlusconiana. Un vero salotto romano, di quelli utili e discreti, una cena fra pochi selezionatissimi, con una bella terrazza su piazza di Spagna, che non guasta. Si ferma una Maserati blu, ne discendono Gianni Letta e la consorte Maddalena. Manca ancora l'ospite più atteso, anche se Vespa, raggiunto al cellulare, smentisce: "Ancora con questa storia di Berlusconi a cena?? Basta!". E tuttavia, anche se con un po' di ritardo, il Cavaliere si presenta e non è da tutti i giornalisti avere il presidente del Consiglio a cena. Magari non sarà molto stile Frost/Nixon, ma Vespa è Vespa e Berlusconi non gli può dire di no. Un po' come con la presentazione del libro che ogni Natale il giornalista dà alle stampe (sempre per Mondadori).
Lo ha ricordato lo stesso Vespa in occasione della conferenza stampa di lancio della sua ultima fatica, "Viaggio in un'Italia diversa": "Da 15 anni, ogni anno, che stia a Palazzo Chigi o stia facendo una più o meno lunga traversata del deserto, Berlusconi ci dà il privilegio di presentare il nostro libro. Lo ha fatto sette volte da premier e otto volte da leader dell'opposizione". Il premier è talmente a suo agio con Vespa che non riesce a nasconderlo. Una volta, lapsus, in trasmissione lo chiamò "Fede" e Vespa se ne ebbe un po' a male. Ma poi recuperò all'immancabile presentazione del libro, con un sobrio paragone fra l'autore e Dante Alighieri: "Questo libro mi ricorda la Divina Commedia: anche qui c'è un nuovo inizio, c'è l'inferno, il purgatorio e il paradiso". Vespa lo interruppe: "Il paradiso sarebbe lei?". E Berlusconi, scherzando ma nemmeno troppo: "Il paradiso è il governo attuale, che promette all'Italia quel cambiamento che è davvero necessario". E visto che siamo in tema celeste, sempre a Porta a Porta il Cavaliere si produsse in un'apparizione modello Padre Pio: "Venga Vespa, odori qui: non sente odore di santità?". Ieri sera, arrivando alla cena Berlusconi ha pure scherzato su quella strana forma di soggezione che egli stesso nutre nei confronti del conduttore: "Per strada ho deciso di non parlare più, di non rilasciare interviste sul marciapiede. Ma questo è il marciapiede di Vespa... farò un'eccezione".
(13 marzo 2009) La Repubblica

1 commento:

Anonimo ha detto...

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