Il Settecento Denominato anche barocchetto o roçaille, dal nome di decorazioni a pietruzze e conchiglie allora di moda, il secolo seguitò, almeno fino alla Rivoluzione francese, ad essere influenzato dalla moda aristocratica della corte di Francia. In Italia l'imitazione fu spinta al punto che anche parrucchieri e cuochi dovevano avere un nome o una provenienza d'oltralpe. A Venezia veniva esposta alle Mercerie una bambola detta piavola de franza che mostrava gli ultimi modelli, subito copiati. Queste bambole viaggiavano in tutta Europa e furono, assieme ai primi quotidiani, uno dei maggiori mezzi di comunicazione di ogni novità. Fino alla Rivoluzione francese la moda femminile fu caratterizzata da colori chiari, fiorellini intessuti e merletti. Una nota di sensuale civetteria si insinuò nel costume: scollature profonde, falsi nei maliziosamente appoggiati sul seno, avambraccia scoperte, caviglie in mostra.Tuttavia la figura era rigidamente ingabbiata dal busto e dal panier una sottogonna in stecche di balena che dava all'abito una forma piatta e ovoidale. Il panier era talmente largo che le signore avevano difficoltà a passare per le porte e potevano sedere su un unico divano. L'abito più diffuso, l'andrienne aveva sul retro un lungo manto a strascico che comportava l'uso di metri di tessuto. La regina di Francia Maria Antonietta, lanciò invece acconciature monumentali sormontate da gabbie per uccelli, fiori, pizzi e perfino velieri. Alla stessa che amava vestirsi da contadina, si deve invece l'invenzione del fisciù un fazzolettone bianco avvolto attorno al collo che imitava gli scialli delle popolane. Per l'uomo continuò l'uso dell' abit a la française, ma con colori chiari e decorazioni ricamate. Caratteristica del secolo è la parrucca usata dai due sessi e abbondantemente incipriata dopo essere stata impomatata con creme fissanti. Anche il trucco fu diffuso tra uomini e donne: in generale la figura maschile si fece più leziosa e meno marziale che nel Seicento. Con la Rivoluzione francese una violenta reazione popolare investì anche la moda aristocratica: cominciarono a scomparire tessuti pregiati, trucchi, panier e merletti. Si abbandonò la seta per il panno e il cuoio. Non l'oro e i diamanti, ma il ferro fu usato come materiale principale per i gioielli. Le signore iniziarono a portare attorno al collo un nastro rosso, detto alla ghigliottina perché voleva imitare il segno della testa staccata dal busto. Fu perfino inventato il taglio di capelli alla victime , che ricordava la tosatura imposta alle condannate. Comparvero coccarde tricolori per indicare l'appartenenza rivoluzionaria. La dama in azzuro è di Gainsboroughsabato 27 ottobre 2007
La moda del Settecento
Il Settecento Denominato anche barocchetto o roçaille, dal nome di decorazioni a pietruzze e conchiglie allora di moda, il secolo seguitò, almeno fino alla Rivoluzione francese, ad essere influenzato dalla moda aristocratica della corte di Francia. In Italia l'imitazione fu spinta al punto che anche parrucchieri e cuochi dovevano avere un nome o una provenienza d'oltralpe. A Venezia veniva esposta alle Mercerie una bambola detta piavola de franza che mostrava gli ultimi modelli, subito copiati. Queste bambole viaggiavano in tutta Europa e furono, assieme ai primi quotidiani, uno dei maggiori mezzi di comunicazione di ogni novità. Fino alla Rivoluzione francese la moda femminile fu caratterizzata da colori chiari, fiorellini intessuti e merletti. Una nota di sensuale civetteria si insinuò nel costume: scollature profonde, falsi nei maliziosamente appoggiati sul seno, avambraccia scoperte, caviglie in mostra.Tuttavia la figura era rigidamente ingabbiata dal busto e dal panier una sottogonna in stecche di balena che dava all'abito una forma piatta e ovoidale. Il panier era talmente largo che le signore avevano difficoltà a passare per le porte e potevano sedere su un unico divano. L'abito più diffuso, l'andrienne aveva sul retro un lungo manto a strascico che comportava l'uso di metri di tessuto. La regina di Francia Maria Antonietta, lanciò invece acconciature monumentali sormontate da gabbie per uccelli, fiori, pizzi e perfino velieri. Alla stessa che amava vestirsi da contadina, si deve invece l'invenzione del fisciù un fazzolettone bianco avvolto attorno al collo che imitava gli scialli delle popolane. Per l'uomo continuò l'uso dell' abit a la française, ma con colori chiari e decorazioni ricamate. Caratteristica del secolo è la parrucca usata dai due sessi e abbondantemente incipriata dopo essere stata impomatata con creme fissanti. Anche il trucco fu diffuso tra uomini e donne: in generale la figura maschile si fece più leziosa e meno marziale che nel Seicento. Con la Rivoluzione francese una violenta reazione popolare investì anche la moda aristocratica: cominciarono a scomparire tessuti pregiati, trucchi, panier e merletti. Si abbandonò la seta per il panno e il cuoio. Non l'oro e i diamanti, ma il ferro fu usato come materiale principale per i gioielli. Le signore iniziarono a portare attorno al collo un nastro rosso, detto alla ghigliottina perché voleva imitare il segno della testa staccata dal busto. Fu perfino inventato il taglio di capelli alla victime , che ricordava la tosatura imposta alle condannate. Comparvero coccarde tricolori per indicare l'appartenenza rivoluzionaria. La dama in azzuro è di Gainsborough
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