sabato 27 ottobre 2007

Moda del Seicento

Il Seicento Occupata prima dalla Francia, poi dalla Spagna, l'Italia iniziò un periodo di decadenza che si riflettè anche sulla moda. Infatti le nazioni vincenti imposero forme e colori, e il baricentro dell'eleganza si spostò soprattutto a Nord. Da questo periodo fino a quasi i giorni nostri la Francia fu il paese da cui tutta l'Europa, e in particolare la nobiltà, copiò gli abiti. Il centro di maggiore irradiazione diventò la corte del re. Si apriva il periodo denominato Barocco e caratterizzato da un'esuberanza di forme e da un accostamento, spesso eccentrico, di materiali. La Spagna ebbe minor influenza, se non per l'uso, copiato soprattutto in Italia, del colore nero. Nei primi anni del secolo la moda femminile fu caratterizzata dai rigidi busti a punta, dalla gonna a campana, dal collo a gorgera, detto anche "ruota di mulino". Gioielli erano sparsi su tutto l'abito. La rigidità del vestito dava alla figura un'aria di ieratica superiorità, bloccando la scioltezza dei movimenti: questo tipo di stile proveniva dalle corti e serviva a marcare la differenza fra la nobiltà e il resto della popolazione, che usava abiti più sciolti. Successivamente, per influenza francese, le vesti tornarono ad aprirsi in scollature a barchetta sottolineate da grandi collari di pizzo; verso la fine del secolo la donna indossò una veste aperta davanti e sovrapposta a una gonna, che aveva lo strascico arricciato nella parte posteriore. Si introdusse la moda delle cuffie e dei falsi nei in seta (conosciuti già all'epoca dei romani) che avevano un significato galante a seconda della posizione in cui venivano incollati. Anche il costume maschile, rigido all'inizio, diventò più sciolto. Attorno agli anni Trenta del secolo la figura ebbe un aspetto quasi militaresco, con giubbotti e alti stivali in cuoio, uno spadone perennemente portato al fianco e marziali baffi alla moschettiera. Ma il peso più importante sulla moda lo ebbe Luigi XIV, il re Sole. Obbligando la nobiltà francese a trasferirsi a Versailles e comandando la sua corte in modo assoluto, il re diventò colui che imponeva lo stile. Precise regole obbligarono i cortigiani a indossare determinati capi d'abbligliamento. Una novità assoluta fu l'introduzione della veste a tre capi: marsina (una giacca al polpaccio), sottomarsina, un lungo gilè, e brache corte al ginocchio. Questo insieme, detto abit a la français fu copiato in tutta Europa. Altra novità fu l'uso della parrucca maschile, un torrione di riccioli che arrivava a mezzo busto. Infine al Seicento si deve l'invenzione della cravatta, all'inizio una lunga striscia di mussola ornata di pizzo che veniva avvolta attorno al collo. Il merletto, inventato a Venezia un secolo prima, e rigidamente protetto dalle leggi della Repubblica, fu introdotto con uno stratagemma in Francia e adottato da uomini e donne.Dipinto di Tiziano

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