venerdì 7 novembre 2008

Nonni

BucchiUna ricerca dimostra che i custodi migliori nei primi anni di vita sono gli anzianiIn Italia almeno uno su tre si prende cura dei nipotini quando i genitori non possono
Bambini più sicuri con i nonni dimezzati gli incidenti domestici
di SARA FICOCELLI
Le loro mani fragili ci viziavano senza malizia, riempiendo le nostre di gesti semplici e irripetibili. Eppure, secondo una ricerca americana, proprio in quella fragilità sta una forza capace di proteggere i bambini meglio di chiunque altro. I nonni, stando ai dati raccolti dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, sono i custodi perfetti della salute dei nipoti e quando i bambini stanno con loro gli infortuni domestici si dimezzano, persino rispetto a quando vengono affidati alla madre. La ricerca, pubblicata sul numero di novembre della rivista Pediatrics, conferma ciò che l'istinto umano sospetta da sempre: non c'è asilo, scuola materna o genitore capace di dedicare ai bambini quelle attenzioni perfette che i nonni offrono in modo così naturale. Dallo studio risulta anche che quando i genitori non sono sposati i bambini mostrano un rischio di infortuni maggiore e il numero aumenta ancora se il padre vive altrove. Un dato che può essere letto così: più lavoro, meno tempo da dedicare ai figli, aumento delle probabilità che questi si facciano male. Per condurre lo studio, i ricercatori hanno analizzato i dati del National Evaluation of the Healthy Steps for Young Children Program, relativi a circa 5.500 neonati di 15 Paesi statunitensi, seguiti dalla nascita fino ai 35 mesi di età. "Questo non significa però che tutti i nonni siano delle botti di ferro alle quali affidare l'incolumità dei figli - mette in guardia il dottor David Bishai, docente presso il dipartimento di Popolazione, famiglia e salute del centro di ricerca di Baltimora - Ci sono persone anziane alle quali io non affiderei mai i miei bambini. E comunque ciascun genitore è in grado di garantire il massimo della sicurezza facendo maggior attenzione". Andrea C. Gielen, direttore dell'Istituto di ricerca americano sugli incidenti domestici e co-autore dello studio, ritiene invece che questi dati rappresentino un campanello d'allarme da tenere in grande considerazione: "Gli incidenti che avvengono tra le mura domestiche sono ancora la prima causa di morte tra i bambini nelle città. Questa ricerca dimostra che sono evitabili".
Anche il nostro Paese, grazie all'aumento della vita media e complice la difficoltà di trovare un posto in asilo, punta sempre di più sui nonni. Stando agli ultimi dati Istat sono circa 11 milioni, sette dei quali ha più di 65 anni, e almeno uno su tre si occupa dei nipoti in tenera età quando i genitori lavorano. Lo fanno più frequentemente se il loro livello di istruzione è basso; i nonni colti stanno invece con i nipotini solo occasionalmente o in caso di emergenza. In generale, il 70% degli anziani è anche nonno e ha circa 4 nipoti, ma solo nel 10% dei casi nonni e nipotini vivono insieme. Nonostante questo, però, i rapporti fra le due generazioni sono frequenti: il 71% dei nonni vede i nipoti almeno una volta a settimana e il 52% li sente al telefono quasi tutti i giorni. Nella maggioranza dei casi, inoltre, nonni e nipoti vivono piuttosto vicini e in almeno un caso su sei condividono lo stesso caseggiato o vivono, in un caso su quattro, nel raggio di un chilometro. "Ma gli anziani non sono solo nonni - spiega il presidente dell'Auser nazionale Michele Mangano - Noi riconosciamo un ruolo e un valore importantissimo al rapporto fra generazioni per la trasmissione dei saperi, della cultura, della storia, del "come eravamo". Gli anziani sono per questo fondamentali. E per questo crediamo che ci si dovrebbe attrezzare al più presto, in Italia, con delle politiche finalizzate all'"invecchiamento attivo". Un anziano attivo nel sociale, nel volontariato, un anziano che si iscrive ai corsi delle università della terza età, rappresenta un valido interlocutore con l'eventuale nipote. Senza per questo diventare un surrogato alla carenza dei servizi socio-assistenziali". Un altro dato, sempre nazionale, dice che il 55 per cento delle donne che lavorano affidano i figli ai propri genitori o ai suoceri. Ciò significa che nell'infanzia i nonni sono di gran lunga la prima "istituzione", dato che l'asilo nido accoglie soltanto il 22,4% dei bambini. Il successo dei nonni, secondo l'indagine Istat, è legato però soltanto in parte a ragioni opportunistiche: una mamma su due affida i figli ai nonni in primo luogo perché si fida ciecamente di loro, poi per la comodità e infine, ma solo nell'8% dei casi, per questioni di convenienza economica o mancanza di alternative. Infine, circa il 70% dei nonni contribuisce al budget della famiglia dei figli con giocattoli, elargizioni e prestiti vari.
(7 novembre 2008) da Repubblica

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